Per i Comuni
Consultazione Pubblica MINOMO
Il Comune chiede, i cittadini rispondono in un tocco, il risultato è verificabile da chiunque. La Consultazione Pubblica MINOMO — tecnicamente il Polling Civico Anonimo — è già attiva: non un progetto futuro, uno strumento che i Comuni usano oggi.
Perché la Consultazione Pubblica
Non un plebiscito. Un ascolto che nessuno può falsificare — nemmeno noi.
La democrazia partecipativa, in teoria, è semplice: si chiede ai cittadini cosa pensano prima di decidere. In pratica fallisce quasi sempre, e non per mancanza di buona volontà. Fallisce perché partecipare costa fatica: un'assemblea pubblica la sera infrasettimanale, un modulo da ritirare e riconsegnare in un ufficio aperto due mattine, una coda allo sportello per dire la propria su un regolamento del traffico. Chi partecipa davvero a queste occasioni è quasi sempre lo stesso, piccolo gruppo di persone — spesso le più motivate a far valere un interesse specifico, raramente uno specchio fedele di ciò che pensa la città.
C'è un secondo problema, più sottile: anche quando qualcuno si presenta, non è detto che dica quello che pensa davvero. Se il proprio nome resta scritto accanto alla propria opinione su un tema che divide il quartiere — una pista ciclabile, una nuova area pedonale, una priorità di spesa — la tentazione di allinearsi a ciò che "si dice in giro" è forte. L'anonimato non è un vezzo tecnico: è la condizione perché la risposta sia sincera.
MINOMO ha costruito la Consultazione Pubblica risolvendo entrambi i problemi insieme. Partecipare costa un tocco sullo schermo, non una serata. E l'anonimato non è una promessa scritta nei Termini di servizio: è il modo in cui il sistema è costruito, verificabile da chiunque abbia voglia di controllare.
Come funziona per il cittadino
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Riceve la notifica dal Comune
Quando il sindaco (o un suo delegato) apre una consultazione, i cittadini residenti in quel Comune che hanno fatto opt-in a 'Comunicazioni dal mio Comune' nelle impostazioni dell'app ricevono una notifica push. Nessun altro la vede.
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Apre la scheda e legge la domanda
Un tocco sulla notifica apre direttamente la scheda della consultazione: il quesito scritto dal Comune, il contesto, le opzioni di risposta. Niente moduli da scaricare, niente login aggiuntivo da rifare.
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Vota con un tocco, entro la finestra
Favorevole, Contrario o Mi astengo — la terna di default, con spazio per opzioni personalizzate quando il Comune ne ha bisogno. Un tocco, una conferma. Si può votare una sola volta e non si può cambiare idea dopo l'invio: il voto è definitivo dal momento in cui parte.
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Vede i risultati pubblici alla chiusura
Finché la consultazione è aperta, il risultato resta nascosto a tutti — anche al sindaco che l'ha aperta. Alla scadenza della finestra, i conteggi diventano pubblici insieme a un certificato che chiunque può verificare in autonomia.
Per approfondire
Anonimato per costruzione
Il Polling Civico Anonimo — il nome tecnico della Consultazione Pubblica — separa fin dal primo istante due informazioni che in molti sistemi restano legate: chi ha partecipato e cosa ha votato. Quando un cittadino vota, il sistema scrive in un registro il solo fatto che ha partecipato — per impedire il doppio voto — e, in un registro completamente diverso, incrementa il conteggio dell’opzione scelta. Nessuna riga collega l’uno all’altro. La scelta di un singolo cittadino non esiste mai come dato isolato: esiste solo come contributo a un contatore aggregato.
Per tutta la durata della consultazione, il risultato resta nascosto — anche al Comune che l’ha aperta. Non è un dettaglio tecnico: è quello che impedisce l’effetto carrozzone, cioè la tentazione di votare “come stanno votando gli altri” invece di dire cosa si pensa davvero.
Alla chiusura, succede la parte più importante: il registro di partecipazione — quello che diceva chi aveva votato — viene cancellato. Da quel momento, ricostruire chi ha espresso quale voto non è difficile: è impossibile, perché il dato non esiste più da nessuna parte nei sistemi di MINOMO. Restano solo i conteggi aggregati e il certificato sigillato che li fotografa.
Risultati che chiunque può verificare
Non dovete fidarvi di MINOMO sulla parola: potete controllare voi stessi. Alla chiusura di ogni consultazione, il sistema genera un certificato che raccoglie i conteggi finali e lo protegge con quattro livelli indipendenti di garanzia:
- Firma digitale Ed25519. Il certificato è firmato con una chiave crittografica moderna e standardizzata (RFC 8032). La chiave pubblica di MINOMO è pubblicata online: chiunque può verificare che il certificato sia autentico con strumenti open-source comuni, senza doverci contattare.
- Impronta Merkle. Sopra ai dati aggregati viene calcolata un’impronta crittografica (Merkle root, standard RFC 6962) che permette di verificare anche un singolo numero del certificato — per esempio il conteggio di una sola opzione — senza dover ricostruire tutto il documento.
- Marca temporale ancorata a Bitcoin. Il certificato viene “ancorato” alla blockchain Bitcoin tramite il protocollo gratuito e open-source OpenTimestamps: questo dimostra che il documento esisteva, in quella forma esatta, prima di un determinato blocco Bitcoin — impedendo che possa essere ritrasmesso in un secondo momento con una data falsa.
- Copia distribuita su IPFS. Ogni certificato viene pubblicato anche su IPFS, la rete di archiviazione decentralizzata, su almeno due mirror indipendenti. Anche se un giorno MINOMO chiudesse, il certificato resterebbe recuperabile finché anche un solo nodo al mondo lo conserva.
Ogni consultazione sigillata ha una pagina pubblica di verifica, dove chiunque — un consigliere di opposizione, un giornalista, un cittadino curioso — può ricalcolare la firma e l’impronta direttamente nel proprio browser, senza inviare alcun dato a MINOMO. Per la spiegazione tecnica completa, vedi la metodologia completa e i relativi termini legali.
Cosa ottiene il Comune
Per un’amministrazione comunale, la Consultazione Pubblica è uno strumento di governo, non un esercizio di immagine:
- Consultazioni su questioni reali — una pedonalizzazione, un regolamento, una priorità di spesa — invece di sondaggi generici senza conseguenze pratiche.
- Partecipazione senza organizzare nulla. Nessuna assemblea da convocare, nessuna sala da prenotare, nessun modulo da stampare: il Comune scrive la domanda, MINOMO si occupa della raccolta e del conteggio.
- Un funnel aggregato leggibile in un colpo d’occhio — quante notifiche inviate, quante aperte, quante tradotte in un voto — utile per capire quanto la cittadinanza si è davvero mobilitata su quel tema.
- Soglie di k-anonimato che proteggono i numeri piccoli. Se in una consultazione votano in troppo pochi, il risultato non viene nascosto ma pubblicato con l’indicazione esplicita di bassa partecipazione — così un numero ridotto di persone non rischia mai di essere reso individuabile dal solo conteggio.
- Credibilità del risultato, in Consiglio comunale come davanti alla cittadinanza: un dato che nessuno — nemmeno il Comune stesso — può aver manipolato dopo il fatto, perché il certificato lo dimostra.
I limiti, dichiarati apertamente
Una consultazione seria è anche una consultazione onesta sui propri limiti, e li diciamo apertamente perché fanno parte di come lo strumento va usato.
La Consultazione Pubblica non è vincolante: è uno strumento di ascolto, non un referendum, e il Comune resta libero — e responsabile — della decisione finale. La residenza del cittadino nel Comune è autodichiarata all’iscrizione a MINOMO, non verificata con documenti anagrafici: un limite che rende il risultato un’indicazione qualificata, non una certificazione notarile della popolazione residente. E la rappresentatività del campione cresce con l’adozione dell’app sul territorio: in un Comune dove MINOMO è appena arrivato, chi vota è ancora una minoranza di chi vive lì; dove l’app è diffusa da tempo, il campione si avvicina sempre di più all’intera cittadinanza.
Non lo nascondiamo: è parte di come vogliamo posizionare lo strumento. Una consultazione onesta sui propri limiti è più credibile di una che finge di non averne.
Vuoi vederla in azione?
Scrivici con il nome del tuo Comune: ti mostriamo una consultazione reale, già chiusa e certificata, e come attivarne una tua nella prossima settimana. (Sul lato operativo, sta arrivando anche MINOMO Report per le segnalazioni civiche — la naturale estensione di questo stesso principio di ascolto.)
Domande dal pubblico
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È un referendum?
No. È una consultazione non vincolante: il Comune resta libero di decidere, il risultato è un elemento informativo — un ascolto strutturato, non un obbligo di legge. Non sostituisce né imita gli strumenti elettorali ufficiali.
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Il Comune sa come ho votato?
No. Chi ha votato e cosa è stato votato vivono in due registri separati fin dall'inizio, e il Comune vede solo il conteggio finale per opzione, mai il singolo voto abbinato a una persona.
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Posso cambiare il voto dopo averlo espresso?
No. Il voto è fire-once: si esprime una sola volta per consultazione e non è modificabile. È una scelta di design, non un limite tecnico: rende impossibile qualsiasi manipolazione successiva del proprio voto.
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Chi può votare?
Solo i cittadini iscritti a MINOMO che risultano residenti nel Comune che ha aperto la consultazione (o in una delle città target, se la consultazione ne coinvolge più di una) e che hanno attivato l'opt-in 'Comunicazioni dal mio Comune' nelle impostazioni dell'app.
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Quanto costa al Comune?
La Consultazione Pubblica funziona a consumo, scalando dal credito wallet del Comune — lo stesso sistema già usato per gli altri servizi MINOMO. Nessun canone fisso, nessun listino pubblico: scrivici e ti mostriamo i numeri sul tuo caso.
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Come attivo la consultazione nel mio Comune?
Serve un accordo con MINOMO, tramite il City Agent del tuo territorio (o la sua nomina, se non c'è ancora). Da lì, il sindaco o un funzionario delegato riceve l'accesso al pannello dedicato e può pubblicare la prima consultazione in pochi minuti.
In chiusura
Vuoi ascoltare davvero i tuoi cittadini — senza convocare un'assemblea, senza che nessuno tema di essere riconosciuto? Parliamone.