La 'corsa del topo'

Questo è il concetto, molto reale, de 'la corsa del topo', spiegato dal genio finanziario Robert Kiyosaki: "Nasce un figlio, che poi va a scuola. Poi passa all’università e si laurea. Poi? Spesso c’è un Master di specializzazione e finalmente il ragazzo può puntare ad un buon lavoro, un bel posto fisso. In alternativa può diventare un professionista… Fa carriera, se gli va bene, potrebbe finire nell’amministrazione pubblica… Guadagna bene ed inizia ad usare le prime carte di credito… Con un po' di soldi in tasca inizia a frequentare locali in cui conosce coetanei e se gli va bene trova un partner con cui sposarsi: finalmente due redditi in una sola casa! La coppia si sente forte e decide di comprare un “nido d’amore”, un’auto, l’ultimo modello di televisore e di andare spesso in vacanza. Arriva poi il giorno di un piccolo erede. Inizialmente il figlio porta parecchie spese, perciò la coppia è costretta a fare qualche straordinario per mantenere il tenore di vita… Magari arriva anche una promozione o un aumento di stipendio, ma il secondo figlio è alle porte… Col secondo figlio, i due giovani sposi devono impegnarsi ancora più duramente sul lavoro… sempre con lo scopo di aumentare i redditi. A questo punto, può rivelarsi necessario un secondo lavoro. Sale il reddito, sale proporzionalmente anche lo scaglione dell’imponibile fiscale, sale la tassa immobiliare sulla casa più grande che è stato necessario prendere e con queste, tutte le varie imposte… I due giovani guadagnano un buono stipendio mensile, ma – giustamente – si chiedono dove finiscano tutti i loro soldi. “La coppia felice, nata 35 anni fa, è ormai intrappolata nella Corsa del Topo per il resto dei suoi giorni lavorativi. Lavorano per i proprietari dell’azienda in cui sono impiegati, per le tasse che mantengono lo stato, per pagare le carte di credito ed estinguere il mutuo immobiliare contratto con la banca.” E cosa insegnano ai loro figli? “a studiare sodo, prendere buoni voti e trovare
Non sanno nulla sul denaro e non fanno nulla per imparare, perché non sanno di non sapere. Il risultato? Faticano come schiavi per un’intera vita e tramandano alle generazioni successive lo stesso destino: la Corsa del Topo!"


Oltre alla corsa del topo ci si mette anche l'ostacolo auto-sabotatore della 'zona di comfort'
"La zona di comfort è uno stato comportamentale in cui una persona opera in uno stato di condizione neutra, senza ansia, utilizzando un numero limitato di comportamenti per garantire un livello costante di prestazioni, di solito senza un senso di rischio. La personalità di una persona può essere descritta dalla sua zona di comfort. Persone di grande successo sono quelle che sistematicamente escono dalle loro zone di comfort, per realizzare ciò che vogliono. La zona di comfort è un tipo di condizionamento mentale che genera in una persona la creazione e la gestione dei propri confini mentali. Tali confini creano un senso di sicurezza infondata. Con inerzia, una persona che ha istituito una zona di comfort in un asse particolare della sua vita, tende a rimanere all'interno di tale zona senza fare un passo fuori di essa. Per uscire al di fuori della propria zona di comfort, una persona deve sperimentare comportamenti nuovi e diversi, e poi sperimentare le risposte nuove e diverse che si verificano all'interno del suo ambiente. " La tua zona di comfort è casa tua, la TV, SKY, Facebook, ... Il tuo lavoro magari non ti piace, ma è tollerabile perché ti permette di mantenere inalterato il falso senso di equilibrio che ti dà proprio tale zona... e sei in trappola. Sei in trappola perché (come spiega Tony Robbins) tutto ciò che fai lo fai o per il desiderio di procurarti un piacere o per la necessità di evitare un dolore... E tu, di solito, potendo scegliere, tendi sempre a scegliere il piacere al dovere. Senza considerare che il piacere a breve termine ti procurerà dolore a lungo termine, mentre il dolore a breve termine ti procurerà piacere a lungo termine... (impegnarti a cambiare, migliorare, ... richiede avere auto-disciplina, fare sacrifici...)
Sei in trappola perché (come spiega Andrea Giuliodori nel suo blog 'Efficacemente', continui a rimandare, senza renderti conto, lì sul momento (e i momenti si ripetono e si ripetono...) che in realtà dolore e piacere rappresentano soltanto uno stato momentaneo della tua esistenza, mentre passi gran parte delle tue giornate in una sorta di limbo in cui le cose o vanno "maluccio" (ma neanche così tanto da giustificare radicali cambiamenti) oppure vanno "benino" (per cui impari ad accontentarti). Ma, per il tuo bene, rifletti molto attentamente sulla frase seguente:
"La mia ricchezza cresce proporzionalmente al mio livello di comfort nel fare cose che mi spaventano"
E perché corriamo sulla ruota?
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