Dialoghi con gli autori
Invito alla lettura
L’autore ha esaminato un centinaio di catasti onciari calabresi, da cui ha potuto comporre una mappa rappresentativa della società calabrese a metà Settecento.
Il catasto onciario si può assimilare al modello unico attuale dove venivano rappresentanti i nuclei famigliari con tutti i dati anagrafici e i beni posseduti.
Mediante queste informazioni a cui ha aggiunto anche centinaia di protrocolli notarili, l’Autore ha così potuto far conoscere l’economia e la composizione della società calabrese dell’epoca.
Tutta l’impalcatura sociale si reggeva principalmente sull’agricoltura, i cui prodotti principali come grano, seta e olio venivano esportati verso Napoli e la Francia, lasciando alle comunità locali una economia di sussistenza senza quella trasformazione necessaria dei prodotti che poteva garantire maggiore benessere. Ma fioriva anche l’artigianato con fgure di rilievo specialmente nelle città di Reggio, Catanzaro e Monteleone.
Al vertice c’era la nobilità con i suoi consolidati privilegi, seguita dal ceto medio con i massari e i professionisti che reggevano la loro economia dall’agricoltura, dall’artigianato e dalle professioni che garantivano buoni profitti e, in ultimo, la stragrande maggioranza della popolazione in età lavorativa, cioè i braccianti, impiegati nel lavoro dei campi le cui condizioni rimanevano quelle di sopravvivenza.
Una categoria a parte erano i sacerdoti, in numero considerevole, anch’essi in una posizione di privilegio grazie alle cospicue entrate date dai beni immobiliari posseduti e dalla pratica dei prestiti di cui l’Autore fa un’analisi precisa e documentata.
Il volume rappresenta un passato i cui modi di vita possono essere accostati, mutatis mutandis, nel presente come nel caso della elusione ed evasione delle tasse dei ceti più ricchi; nonché della presenza di diverse economie nelle varie zone della Calabria.
Grazie a questo lavoro abbiamo per l’intera Calabria, dunque, un affresco, uno spaccato reale della vita quotidiana della popolazione calabrese.
Per quanto riguarda la zona del Catanzarese l’Autore mette sotto la lente di ingrandimento Catanzaro, Chiaravalle, Davoli, Isca, Mesoraca, Olivadi, Satriano, Squillace, ecc.